QUANDO ERAVAMO IN TRE – Recensione dei Lettori Estinti

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Piers, diciassette anni, introverso e depresso, ha lasciato casa, scuola, amici e fidanzata per cercare di capire cosa vuol fare di sè, ha accettato un modesto lavoro di casellante di un ponte a pedaggio e vive nella casetta del custode. Quì conosce Kate, o meglio Tess, la figlia del suo capo: i due stringono amicizia, poi arriva Adam, un ragazzo misterioso, insolente e affascinante, che invade la loro vita senza essere stato invitato.

Allora prima di iniziare, vorrei ringraziare mia mamma, perchè è grazie a lei se ho letto questo libro (che in realtà doveva leggere lei per poi consegnarlo ai suoi studenti).

In altre parole, un attore che recita ruoli imposti da altri. Ma io mi ero stufato di recitare. Non volevo più fare la parte del figlio, dello studente, dell’amico o, se è per questo, neanche dell’innamorato. Volevo soltanto Esistere. Ed Essere me stesso.

Quando eravamo in tre può sembrare un libro qualsiasi: la storia di un ragazzo depresso, che va via da casa e stringe una timida, ma bellissima amicizia con una ragazza, che poi si innamora del pazzo, ma affascinante Adam….può sembrare questo fino al penultimo capitolo, perchè poi la storia viene travolta, includendo il lettore! Tranquilli, non vi spoilero nulla, ma vi assicuro che non è una storiella per bambini.

La figura di Piers alias Jan mi ha colpito fin dall’inzio, forse perchè un po’ mi ci riconosco, forse perchè è delineato in maniera così reale, anzi lo è.

Di Tess mi ha colpito la sua forza e tenacia nell’occuparsi dei due ragazzi, un po’ una mamma nel libro, in più la sua voce insieme a quella di Jan, riporta come sono andate le cose e a volte, è utile avere un parere femminile.

Il personaggio di Adam è sempre rimasto nel mistero, non viene spiegato chi sia nè perchè sia arrivato, compare all’improvviso, come caduto dal cielo; se all’inizio Piers considera il misterioso ragazzo un po’  un peso, imparerà poi a farci l’abitudine fino a sentire la sua mancanza.Dance Sequence

Ti prego, non parlarmi di ricordi. Non mi interessano i ricordi.

Nel racconto di Jan e Tess vengono inserite delle lettere da parte dei genitori del ragazzo e della fidanzata. Secondo me è una bella scelta da parte dell’autore, perchè rendono il ragazzo reale e non immaginario.

Posa la tua testa addormentata, amor mio, umana sul mio braccio msicredente.

Non manca di certo un po’ di pura ironia, anche nei momenti più tragici, ma che riesce a rendere tutta la storia più reale.

Non farti mai prendere, ma donati. Non sentirti mai solo, ma in due. Non farti mai possedere dall’altro, possiedi te stesso.

Mare di Libri e dello scrittore Aidan Chambers

“Anche fra i giovani c’è molta preoccupazione per quello che succede nel mondo e le storie che sono più vicine alla vita quotidiana aiutano ad affrontare meglio i problemi reali e anche a rendere l’esistenza più interessante.”

Dopo la lettura di questo libro mi sento più completa, quindi è mio dovere dire grazie Jan, Tess e Adam e grazie a te, Aidan, per aver creato dei personaggi così semplici, ma capaci di mandare un messaggio così forte.

 E ora, cari Lettori, diamoci alla lettura!

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