LA CASA DEL SONNO – Recensione dei Lettori Estinti

“Il tempo mi confonde completamente,” disse lei. “Quando uno perde il baricentro emotivo” – si fermò, fece uno sforzo, riprese rauca – “ecco cosa succede. I miliardi di anni – le frazioni di secondo – si scambiano di posto. Si esce dal modo normale di contare.”

casa del sonno

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                BREVE TRAMA:

Nei primi anni ottanta un gruppo di giovani studenti vive ad Ashdown, centenaria costruzione in pietra. Gregory, iscritto alla facoltà di Medicina, ha una strana abitudine, se non quasi un’ossessione, e cioè quella di spiare il sonno altrui. Veronica, omosessuale e ultrapoliticizzata, è appassionata di teatro. Terry è interessato al cinema e sogna di dirigere un film. Robert, al terzo anno di Lettere, trascorre gran parte del suo tempo scrivendo poesie d’amore per Sarah, intorno alla quale girano le vicende degli altri. Nell’estate del 1996, ben dodici anni dopo, i ragazzi sono cresciuti, insieme ai loro talenti e ambizioni. Ashdown, invece, si è trasformata in una clinica specializzata nella cura della narcolessia.

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Questo libro mi è stato consigliato da una mia carissima amica, che ringrazio (Grazie Madda <3). La prima volta che mi ha parlato della “Casa del Sonno” mi ha detto: “Bello, bello, bello” ed è quello che ho pensato io stessa mentre lo leggevo ed in questa recensione proverò a convincere anche voi, Cari Lettori Estinti!

La struttura di questo romanzo è molto interessante e originale: i capitoli dispari, sono ambientati nei primi anni ottanta ad Ashdown; i capitoli pari, invece sono ambientati negli anni novanta. In più è suddiviso in alcune sezioni: Veglia, Fase Uno, Fase Due, Fase Tre, Fase Quattro, Sonno REM. All’inizio la lettura può sembrare un po’ confusionaria, passando da due dimensioni temporali lontane, ma poi tutti i pezzi hanno cominciano a coemettersi in ordine e ho lasciato catturarmi dalle vicende e dai pensieri dei personaggi. I personaggi sono freschi, veri e con un proprio sviluppo personale, anche il loro rapporto con il sonno è diverso.

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“Enorme, grigia e imponente, Ashdown sorgeva su un promontorio, a una ventina di metri dalla viva parete della scogliera, ed era lì da più di un secolo. Per tutto il giorno i gabbiani ruotavano intorno alle sue guglie e torricelle con strida rauche e luttuose.”
Ashdown è un’autentico “castello dei destini incrociati”, dove si avverano sogni e si dissolvono visioni; dove c’è chi dorme troppo poco e chi troppo, chi ama sognare piuttosto che vivere e chi non vorrebbe perdere tempo nel sonno. Il sonno, l’indiscusso protagonista di questo libro, accompagna la maturità di questa eterogenea comunità di studenti, che dalla giovinezza passano al mondo adulto, inciampando così nel malessere, nella follia e nelle comiche della vita.
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coccoreseportrait-770x375La casa del sonno di Jonathan Coe è uno di quei romanzi che ti tiene incollato fino alla fine, si insinua nella mente e ti fa pensare, si potrebbe dire che sia un libro di formazione.

Spero di avervi incuriosito almeno un po’ a leggere questo libro, perchè, -fidatevi- è “bello da togliere il sonno”.

E voi, Lettori Estinti, cosa ne pensate? L’avete già letto? Siete intenzionati a farlo?

Non siate timidi e commentate, mi raccomando! Buone letture a tutti!

 

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