CONFESSIONI DI UNA SQUARTATRICE-Recensione dei Lettori Estinti

Confessioni di una squartrice è stato scritto da Hakan Nesser, scrittore svedese; si tratta del quinto libro della serie che ha come protagonista l’ispettore Gunnar Barbarotti.

Nel 1999 Carambole ha vinto il prestigioso premio Glasnyckeln come miglior romanzo poliziesco dell’anno di tutta la Scandinavia.

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“Io invece mi affido alla storia, scritto un capitolo mi metto nei panni del lettore perché quello che fa la qualità del romanzo non è nella testa dello scrittore, ma negli occhi di chi legge.”

Breve trama:

L’ispettore Gunnar Barbarotti non è più lo stesso. Non è facile concentrarsi sul lavoro quando la mente è lontana, persa nel dolore di una tragedia personale dopo la quale sembra impossibile rimettersi in piedi. Forse per riguardo nei suoi confronti, il commissario Asunander gli affida un cold case, un caso all’apparenza semplice, vecchio di cinque anni: la sparizione di un uomo che si era allontanato in moto dalla sua casa di campagna per non farvi più ritorno. Il suo corpo non è mai stato ritrovato, e l’unica indiziata non ha mai confessato. Perché i sospetti si sono concentrati tutti su di lei, ovviamente: la convivente, una donna nota alle cronache come la Squartatrice, che in passato aveva ucciso e fatto a pezzi il marito violento. Un delitto per cui aveva pagato con undici anni di prigione. Due uomini scomparsi, a vent’anni di distanza, legati alla stessa donna: è possibile che dopo aver scontato la sua pena ed essersi rifatta una vita, la Squartatrice sia tornata alle “vecchie abitudini”, che sia dunque un’assassina seriale? E perché il commissario Asunander vuole rivangare proprio adesso, alle soglie della pensione, un caso che sembrerebbe già risolto? Solo per sgombrare la scrivania dal lavoro inevaso, oppure perché è convinto che a Barbarotti faccia bene tenersi impegnato? O invece la vecchia volpe è mossa da altri dubbi e da altri fini…? Incoraggiato dalla collega Eva Backman, che lo sostiene da un’amorevole e rispettosa distanza, confessioni-squartatriceBarbarotti inizia a fare domande…

“Il suo primo incarico dopo la morte di Marianne.La squartatrice di Lilla Burma.La chiamavano ancora così?E lei pensava a se stessa in quei termini?Erano passati più di vent’anni,ma quello era un epiteto che non ci si poteva scrollare di dosso tanto facilmente.”

Questo romanzo è un gioco di poche luci e di molte ombre in cui l’autore inserisce tematiche scomode e di cui non si sente parlare, o meglio di cui la gente non vuole parlare, come l’accettazione e l’elaborazione del lutto, i maltrattamenti famigliari e i pregiudizi di paese, inserendoli in un’ indagine che sta tra passato e presente, in cui si confrontano i dubbi, la solitudine e le violenze dei personaggi. Le  ambientazioni nord-europee, tipiche del genere thriller, non mancano e amplificano la cupezza della trama.

“L’unica cosa certa che sappiamo della vita è che un giorno o l’altro finisce. Non siamo fatti per l’eternità, non qui sulla terra. Sfrutta bene le ore e i giorni. Arriverà il momento, queste sono le condizioni.”

Una cosa che differenzia questo libro da altri sono le VOCI, non intendo l’Io narrante o l’uso della terza persona, ma le voci fuori campo, come quella di Marianne, alla quale Barbarotti si rivolge per chiedere aiuto per l’educazione dei figli oppure quella di Mutti, che accompagna i pensieri e i dubbi di Ellen Bjarnebo.

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“Aggiungo una cosa importante: non amo ripetermi, non voglio che i lettori all’uscita di un nuovo libro, pensino: “No..ecco un altro Nesser!” perché riconoscono la scrittura e la tipologia di storia. Certo, diventa sempre più complicato ora che ho scritto ventisette romanzi!
Ritornando alla serie di Barbarotti, sono tutti e cinque molto differenti: la storia è diversa ed è anche raccontata in modo diverso.”  Hakan Nesser, durante un intervista in occasone di Pordenonelegge

Posso solo aggiungere una cosa, Cari Lettori: Serie assolutamente da leggere!

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